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Con la tecnica laser non è necessario ricorrere a punti di sutura o anestetici nel corso di interventi di chirurgia orale
Il Laser, la luce che guarisce
L'alto costo delle apparecchiature e dell'apprendimento dei protocolli clinici non permettono una grande diffusione in Italia di tale tecnologie

Amplificazione della luce mediante emissione stimolata di radiazioni. È questo l`acronimo inglese di laser, una delle tecniche più nuove e più accreditate della medicina.
In Odontoiatria, la tecnologia a laser sta gradualmente sostituendo alle classiche tecniche raggiungendo in molti casi risultati eccellenti. I campi di applicazione sono numerosi questo perché esistono diversi tipi di laser con diverse lunghezze d'onda.
“Sono ormai passati oltre quarant`anni dalle prime applicazioni del laser a rubino in odonto-stomatologia e oggi - commenta il dott. Valerio Partipilo, chirurgo, odontoiatra e direttore sanitario della Dental Service, moderno servizio di locazioni odontoiatriche e pronto soccorso odontoiatrico barese - possiamo constatare quanta strada sia stata percorsa nella ricerca scientifica e che i laser sono diventati degli eccellenti strumenti a disposizione dei medici e odontoiatri.
Ormai tutti i settori dell'odontoiatria si avvalgono di questa nuova tecnica. Già nel 2001 io e il prof. Rosario Serpico, attuale Direttore della Clinica di Patologia Orale al Policlinico di Napoli, conferimmo in un convegno regionale dedicato alle innovazioni in medicina sulle possibili applicazioni del laser al Neodimio Yag sulle lesioni della bocca”.
Il laser per la cura delle patologie orali offre un sicuro comfort alle persone che affrontano le cure. “I pazienti da noi sottoposti a trattamento - spiega lo specialista - non avevano avuto benefici dalle normali e classiche terapie mediche. Dopo alcuni trattamenti con il laser si assisteva, invece, alla scomparsa delle lesioni, oppure a un miglioramento sintomatologico che comunque doveva essere controllato nel tempo.
Pero non è sempre un compito facile per il professionista beneficiare dell'introduzione di nuove tecnologie e nuove procedure che il mondo scientifico e le industrie mettono a disposizione - chiarisce il dott. Partipilo - sia l'alto costo delle apparecchiature laser sia la necessità di dover affrontare un periodo più o meno lungo di apprendimento in Italia e all'estero con ulteriori spese per imparare i protocolli clinici da usare non permettono una grande diffusione di tale tecnologie in molti nostri studi dentistici”. Il trattamento al laser, agendo esclusivamente sull'area interessata, non compromette i tessuti circostanti. Vediamo come agisce. "Alla base del funzionamento del laser - spiega lo specialista - c'è una radiazione elettromagnetica che viene trasportata nel punto di applicazione tramite delle fibre ottiche. Le interazioni delle radiazioni con i tessuti biologici da trattare dipendono dalle lunghezze d'onda di ogni laser.
Esistono molti laser che si diversificano per le diverse lunghezze d'onda e, quindi, per le diverse applicazioni sui tessuti molli tipo gengive o mucose, sui tessuti duri tipo osso, sui denti, oppure sui capillari o vene. Il laser a Erbio può trattare i tessuti duri quindi tagliare sia lo smalto sia la dentina e sostituire il trapano del dentista in alcune terapie.
La dentina cariata - spiega meglio il dott. Partipilo - viene rimossa e il medico può operare con bassissimi livelli di anestesia. Alla Dental Service lo utilizziamo non solo per le carie nei bambini ma anche per altri trattamenti: gengivectomie, trattamenti parodontali profondi o per scoprire gli impianti. Il laser al Neodimio lo usiamo, invece, per frenulectomie, asportazioni di papillomi, per le lesioni bianche della mucosa della bocca o per togliere quelle fastidiose ipersensibilità al freddo e al caldo".
Il vantaggio, in caso di interventi orali, è di non dover ricorrere alla sutura post operatoria o a anestetici . “Un altro laser in nostro possesso - aggiunge lo specialista - ci aiuta a scoprire la presenza di carie nascoste tra i denti anche senza fare radiografie e quindi a giovamento dei pazienti che evitano di prendere radiazioni che sappiamo pericolose”.
La tecnologia anche in campo odontoiatrico si sta perfezionando. L' auspicio, infatti, è che “queste metodiche compiano sempre più passi in avanti così da poter costare sempre di meno e poter essere più divulgati e poter migliorare la qualità della vita dei pazienti che - conclude il dott. Partipilo - potranno sottoporsi alle cure odontoiatriche senza aver paura del trapano”.

Corriere del Mezzogiorno – Domenica 20 Aprile 2008

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