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In Italia, il 22% dei bambini di 4 anni e il 44% di quelli di 14 anni soffre di carie
Carie dentali: i bambini quando iniziano ad apprendere le giuste abitudini di igiene orale?
Le recenti tecniche si avvalgono dell'uso di protossido d'azoto, ossigeno e ozono e prediligono laser e test salivari

Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la carie dentale è tra le patologie più comuni, soprattutto in età pediatrica. Nelle nazioni europee industrializzate, la percentuale di bambini tra gli otto e i nove anni con almeno un dente cariato è del 68% e trai tredici e i quattordici anni sale ?no all'85%. In Italia si stima che la prevalenza della carie è del 22% nei bambini di quattro anni e di circa il 44% intorno ai dodici anni. In questo scenario, l'OMS intende raggiungere obiettivi importanti nella lotta contro le carie: entro il 2010 il 90% dei bambini di età compresa tra i cinque e i non dovrà presentare carie e a diciotto anni non dovrà esserci nessuna perdita di denti dovuta a carie o a malattia parodontale.
Affinché questo possa realizzarsi, è indispensabile la diffusione dell'informazione e della prevenzione adeguata soprattutto nei primi anni di vita, quando il bambino dovrebbe iniziare ad apprendere le corrette abitudini di igiene dentale. Il primo passo da fare per la prevenzione della carie e recare il proprio bambino dallo specialista periodicamente, anche ogni sei mesi, “La carie - spiega il dottor Valerio Partipilo, medico specialista in chirurgia e odontoiatra e direttore sanitario della Dental Service di Bari - è un processo distruttivo che colpisce i tessuti duri del dente, cioè lo smalto e la dentina. Come tutte le patologie che interessano l'uomo, non deve essere trascurata perché può portare alla perdita dei denti e a varie infezioni anche a carattere generale.
La carie dapprima intacca lo smalto demineralizzandolo poi i prodotti acidi che derivano dalla fermentazione degli zuccheri che perforano lo smalto e arrivano al secondo strato cioè alla dentina. Superata questa, arriva alla polpa ricca di vasi e di terminazioni nervose provocando i caratteristici dolori acuti. La carie deve essere curata anche nei bambini con denti decidui, cioè da latte, perché sono importanti per mantenere la lunghezza dell'arcata dentale; inoltre, per preservare la funzione masticatoria e quindi la funzione per alimentarsi e per evitare infezioni a distanza, basta pensare che durante degli ascessi ai dentini, i batteri possono spostarsi anche verso altri organi importanti della persona”.
I fattori correlati all'insorgenza della carie sono molteplici: da una cattiva igiene orale, tipica soprattutto nei bambini, al consumo frequente di cibi ricchi di zuccheri, insufficienza dell'apporto di fluoro o un'alterazione della saliva. In particolare, la cattiva igiene orale favorisce l'insorgenza della placca dentaria che, a sua volta, causa la demineralizzazione dello smalto; un consumo frequente di cibi ricchi di zuccheri o di carboidrati fermentabili causa la perdita di minerali, soprattutto se dopo non si ha la possibilità di lavarsi i denti.
In questo caso è importante fare attenzione al tempo in cui il cibo resta all'interno della bocca: cibi che tendono a lasciare residui sui denti sarebbero, infatti, più rischiosi di, ad esempio, caramelle morbide che sciogliendole vengono completamente ingerite. Nel caso del fluoro, assunto correttamente aiuta a ridurre la placca e favorisce la remineralizzazione dei denti, facendoli crescere robusti e sani perché rafforza lo smalto. Inoltre, il fluoro contribuisce al miglioramento della formazione della corona dentale oltre che riduce la produzione di acidi da parte della placca.
“Attualmente - prosegue lo specialista - possiamo avvalerci di molte tecniche per curare o anche per prevenire la malattia cariosa. Innanzitutto possiamo utilizzare per i bambini ma anche per gli anziani la sedazione con protossido d’azoto e ossigeno, tecnica valida a tutte l’età per affrontare lo stress odontoiatrico. Inoltre, possiamo fare diagnosi di carie, anche di quelle piccole o di quelle nascoste tra dente e dente, con un nuovo strumento chiamato Diagnodent, un laser che ci permette di verificare e seguire nel tempo l'evolversi di una carie se si decide di non curarla nell'immediato. Un nuovo strumento per curare le piccole carie di recentissima apparizione sul mercato è l'ozonoterapia.
L'ozono è un forte agente ossidante, ha un potere disinfettante ed è in grado di uccidere in modo efficace i batteri compresi quelli cariogeni. Un'altra possibilità di curare i denti è il laser, il cui uso permette un intervento indolore e la possibilità di non usare il classico trapano fastidioso del dentista”. Inoltre, per evitare il ripetersi di carie frequenti si può intervenire con le applicazioni di gel al fluoro o, come suggerisce la dottoressa Francesca Attolico, igienista dentale dello staff del dottor Partipilo, si possono effettuare analisi salivari.
“Il test salivare permette di effettuare un servizio di prevenzione individuale perché fornisce risultati evidenti e permette di effettuare una terapia individuale. È importante, infatti, valutare la maggiore o minore acidità della saliva e la maggiore o minore incidenza della carie. In seguito - conclude il dottor Partipilo - potrà essere valutata il tipo di alimentazione adeguata e indicata per ogni paziente perché sappiamo che la salute inizia dalla bocca e da quello che mangiamo”.

Corriere del Mezzogiorno – Domenica 22 Novembre 2009

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