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Anche in odontoiatria il concetto di bassa invasività diventa di attualità assieme al rispetto dei tessuti dentari
Curare le carie con la tecnica laser
Curare le carie con la tecnica laser

Niente più dolore. Per la cura delle carie dentali arriva una tecnica moderna e indolore: il laser per uso odontoiatrico. La sua diffusione non è ancora a livelli ottimali ma chi ha sempre temuto il trapano del dentista potrebbe tirare un sospiro di sollievo. Questa tecnologia, già utilizzata in molteplici ambiti medici, è in grado di rilevare la carie già ai primi stadi, prima che diventi invasiva. A spiegarci di cosa si tratta è il dottor Valerio Partipilo, specialista in chirurgia - e odontoiatria. ”Attualmente come in tutte le branche della medicina si cerca di essere sempre meno invasivi, nelle cure.
Basti pensare - spiega il  dottor Partipilo -alla chirurgia, dove, laddove possibile, si orienta sempre più verso procedure con accesso laparoscopico o guidate da un imaging che consente di operare su organi interni all'addome o in altre sedi del nostro corpo, senza dover intervenire con grandi incisioni ma, come si dice, 'a cielo chiuso' utilizzando l'endoscopia o altre tecniche poco invasive.
Pertanto – prosegue lo specialista - anche in odontoiatria il concetto di minimamente invasivo diventa di attualità; questo comprende un sistematico rispetto per i tessuti dentari. La tecnologia laser è tra tutte le recenti innovazioni quella che ha permesso di essere la meno invasiva e di poter intervenire e curare anche la carie, senza dare dolore e senza quel fastidioso rumore e vibrazione che  dà invece il trapano. Un'altra tecnica è l'ozono-terapia. Si tratta di un altro apparecchio che con un gas permette di poter sterilizzare la carie e quindi di poter otturare il dente senza dover utilizzare  il trapano”.
Le indicazioni per l'ozonoterapia in odontoiatria riguardano lo cura e soprattutto la prevenzione delle carie sia negli adulti che nei bambini ma è anche utilizzata per la cura del afta, dell'herpes labialis, per la riduzione dell'ipersensibilità dei canali durante la terapia canalare. In alcuni casi, l'ozonoterapia è abbinata al metodo tradizionale, specialmente quando le lesioni necessitano di essere aperte col trapano prima dell'applicazione di ozono, in modo da aumentare l'accessibilità e permettere una migliore disinfezione. Per quanto riguarda la cura delle carie con tecnologia laser, il suo primo impiego risale a qualche anno fa. Nello studio del dottor Partipilo il laser è in uso da diversi anni.
"Tuttavia - continua il dottor Partipilo - solo due anni fa ho potuto acquistare un tipo di laser che permette di curare anche la carie e i tessuti duri della bocca e interventi anche sull'osso. Un laser che è selettivo cioè che ha la possibilità di agire su un determinato bersaglio senza danni ai tessuti circostanti. I vantaggi sono evidenti: minore invasività, possibilità di rimuovere solo il tessuto che ci interessa e senza danni ai tessuti circostanti, assenza di vibrazioni al dente e, infine, assenza di quel rumore fastidioso anche per noi”. Sebbene, sia 'di gran lunga più amato del famigerato trapano la tecnica è utilizzata solo nei casi in cui lo specialista lo ritiene opportuno. "Tutti possono beneficiare di questa tecnica e non esistono controindicazioni.
Il laser comunque - commenta lo specialista - presenta molte indicazioni e può portare molti vantaggi, ma implica anche dei limiti che vanno conosciuti; per alcune applicazioni può essere estremamente proficuo utilizzarlo ma sarà sempre il dentista scrupoloso, esperto e coscienzioso che deciderà se utilizzarlo o se associarlo alle metodiche tradizionali. Il laser può essere utilizzato in chirurgia odontoiatrica, ad esempio per eliminare un frenulo, o escidere una lesione anche neoplastica, in parodontologia per trattare le paradontiti, eliminare i fibromi, disinfettare i canali radicolari, per desensibilizzare i denti ipersensibili e, infine, anche per poter sbiancare i denti”. Ma quanto costa curarsi una carie con questa modalità?
"Essendo una tecnologia relativamente giovane e quindi con poca diffusione negli studi odontoiatrici, le apparecchiature hanno attualmente un costo ancora molto alto che incide sui costi ai pazienti; una seduta, quindi, costa in media cento euro, ma - conclude il dottor Partipilo - in un prossimo futuro penso assisteremo a un graduale abbassamento dei prezzi e ogni dentista potrà acquistare la macchina che più si addica alle proprie esigenze”.

Corriere del Mezzogiorno – Domenica 28 Febbraio 2010

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