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Il cancro al cavo orale rappresenta il 10% delle neoplasie maligne e nell'80 % dei casi è diagnosticato in ritardo
I tumori alla bocca, la diagnosi precoce per sconfiggerli
Da non sottovalutare l'incidenza del papilloma virus, trasmissibile non solo attraverso rapporti sessuali ma anche per via orale

Non tutti sanno che il tumore al cavo orale rappresenta il dieci per cento delle neoplasie maligne che colpiscono gli uomini e il quattro per cento di quelle che colpiscono le donne di tutto il mondo. In Italia ad esempio secondo i dati raccolti dall'AIRC ne vengano diagnosticati circa 4.500 e si registrano circa tremila decessi. Purtroppo questo succede a causa di una diagnosi in fase già avanzata, quando la massa tumorale si è già ingrandita.
"La bocca - spiega il dottor Valerio Partipilo, specialista in chirurgia e odontoiatra – e frequentemente sede di insorgenza di tumori benigni e maligni. Tra i maligni il più frequente e il carcinoma squamoso; nonostante la zona sia facilmente accessibile a un'ispezione da parte di un dentista, la malattia viene diagnosticata con ritardo nell'80 % dei casi. Ogni anno in Europa vengono diagnosticati 25 mila nuovi casi di cancro orale.
Noi alla sede della LILT di Bari - dove circa dieci anni fa insieme a Francesco Schittulli, a quei tempi presidente nazionale della LILT, abbiamo attivato il servizio di prevenzione del cavo orale - visitiamo gratuitamente circa venti persone al mese per prevenzione dei tumori della bocca". Esistono anche virus che possono provocare neoformazioni benigne e talvolta maligne che si sviluppano nelle zone genitali ma anche all'interno del cavo orale, sulla cute e in rari casi sulla laringe.
È il caso del ‘Human Papilloma Virus’ (HPV). "Il Papilloma virus - prosegue lo specialista - è un virus responsabile di malattie normalmente non gravi quali ad esempio le verruche cutanee, ma alcuni ceppi di HPV sono responsabili di tumori benigni e alcuni maligni al collo dell'utero, al cavo orale, all'ano e all'esofago. Si può affermare che il virus HPV sia un virus oncogeno, può infettare specifiche zone mucose, tra cui anche la zona orale, sulla lingua, sulla mucosa palatina e sul pavimento della bocca. Appartengono alla famiglia circa 120 ceppi e vengono suddivisi in due gruppi: quello a basso rischio di oncogenicità che causano condilomi cioè neoformazioni sugli organi sessuali e verruche, i più diffusi, e quelli ad alto rischio che provocano.
il carcinoma cervicale nella donna, rappresentano il secondo tumore più frequente dopo quello del seno. L'uomo può contrarre infezioni sia nella zona ano-genitale che nella zona orale, in funzione delle abitudini sessuali; il virus, inoltre, è in grado di alterare il DNA degli spermatozoi e causare danni che possono o loro volta portare all'infertilità. Il virus viene, infatti, trasmesso maggiormente attraverso rapporti sessuali completi. L'unica maniera per non entrare in contatto con questo virus sarebbe quello di cautelarsi attraverso l'uso del profilattico’.
Solitamente l'uomo può comportarsi da portatore sano o meglio da serbatoio del virus HPV e contagiare il partner sessuale; la bocca è una via di contagio. "Nella donna - aggiunge il dottor Partipilo - è possibile con il PAP - Test rilevare le lesioni cellulari dovute a infezioni da HPV dopo circa tre - cinque anni dall'infezione virale; la trasformazione da displasia in carcinoma della cervice può essere dovuta alla prolungata infezione e a rapporti non protetti con più partner.
Nel cavo orale sembra che il papilloma virus abbia un ruolo non secondario nel determinare certe neoplasie tipo il carcinoma spinocellulare, in quanto il virus è capace di interferire con i geni onco-soppressori, e anche in un'altra forma di neoformazione maligna: la leucoplachia proliferante verrucosa, lesione frequente in donne anziane, che comporta in vaste aree della mucosa orale come la lingua e le guance la formazione di placche biancastre che tendono a espandersi; sembra che il virus papilloma abbia un ruolo importante".
Tali forme di cancro risultano asintomatiche per lungo tempo e possono manifestarsi con un semplice arrossamento, oppure una piccola ulcera, pertanto importante è un controllo periodico, in particolare in soggetti a rischio. "L'obiettivo - conclude il dottor Partipilo - è esaminare con metodo le mucose orali, ricercare eventuali lesioni definite pre-cancerose e valutare se esistono linfoghiandole ingrossate, per intervenire precocemente. E' importante quindi fare prevenzione".

Corriere del Mezzogiorno – Domenica 7 Febbraio 2010

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